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يا ايها الذين امنوا اصبروا وصابروا ورابطوا واتقوا الله لعلكم تفلحون ٢٠٠
يَـٰٓأَيُّهَا ٱلَّذِينَ ءَامَنُوا۟ ٱصْبِرُوا۟ وَصَابِرُوا۟ وَرَابِطُوا۟ وَٱتَّقُوا۟ ٱللَّهَ لَعَلَّكُمْ تُفْلِحُونَ ٢٠٠
يَٰٓأَيُّهَا
ٱلَّذِينَ
ءَامَنُواْ
ٱصۡبِرُواْ
وَصَابِرُواْ
وَرَابِطُواْ
وَٱتَّقُواْ
ٱللَّهَ
لَعَلَّكُمۡ
تُفۡلِحُونَ
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O voi che credete, perseverate! Incitatevi alla perseveranza, lottate e temete Allah, sì che possiate prosperare 1 . 2 Rivelata a Medina nel nono anno dall’Egira, questa sura viene messa in relazione con la visita di una delegazione di cristiani del Najrân. I cristiani, guidati da un vescovo, furono ricevuti dal Profeta (pace e benedizioni su di lui) nella moschea e furono persino autorizzati a celebrarvi la messa. Le discussioni verterono sulla questione della «divinità» di Cristo e, di fronte alle sottigliezze dialettiche dei cristiani, Muhammad (pace e benedizioni su di lui) propose di ricorrere alla «mubàhala» (l’ordalia). Era questa una vecchia consuetudine in forza della quale due parti sottoponevano ad Allah il loro contenzioso, invocando la maledizione divina su chi avesse torto. Per avere maggior forza, l’ordalia coinvolgeva le persone più care ai contendenti, e pertanto venivano chiamati i figli e le donne dei due partiti. La storia ci dice che i cristiani rifiutarono di sottoporvisi, e che accettarono il pagamento di un tributo in cambio della loro libertà religiosa, del rispetto delle loro persone e dei loro beni. Il Profeta sottoscrisse l’accordo ed essi furono i primi a godere dello status di «dhimmi» (protetti). 3 La famiglia di ‘Imràn, che dà nome alla sura, è quella che discende dall’omonimo nipote di Levi, figlio di Giacobbe, figlio di Isacco, figlio di Abramo. ‘Imràn fu il padre di Aronne e Mosè (pace su tutti loro). 4 Sul significato di queste lettere vedi Appendice 5 «l’Assoluto»: lett. «Colui Che esiste di per Se Stesso e per il Quale tutto esiste» (cfr. ıı, 255). In base ad una tradizione nei verss. e di questa sura si troverebbe il Nome Sublime di Allah. Vedi Appendice (vedi anche ıı, e xxı, 87). 6 «Ha fatto scendere»: il verbo che implica il concetto di far scendere, frequentemente utilizzato dal Corano per parlare della Rivelazione, ha in arabo due forme distinte: «far scendere poco a poco» (nazzala) e «far scendere tutto insieme» (anzala) che ritroviamo in questo versetto riferite, la prima al Corano, la seconda alla Torâh e all’Ingìl (vedi nota 8). 7 «su di te»: (o Muhammad). 8 «ciò che era prima di esso»: prima del Corano. 9 La Torâh e l’Ingìl. Con Torâh (la legge), si intende l’insieme della legge mosaica e in particolare il Pentateuco (che nella versione che possediamo oggi comprende appunto cinque libri: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio). Rispetto al testo rivelato della Torâh, l’attuale Pentateuco è formato da testi composti nell’arco di tempo che va dall’epoca immediatamente successiva al Profeta Mosè (xm sec. a.C.), fino alla fine dell’esilio di Babilonia (v sec. a.C.). L’Ingìl di cui parla il Corano è il nome dato al complesso delle rivelazioni che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) si è compiaciuto di dare al Suo Profeta Gesù (pace su di lui). Ammesso che queste rivelazioni siano mai state poste per iscritto in un volume, esso si è perso; quelli che oggi vengono chiamati Vangeli, non sono altro che raccolte di tradizioni più o meno autentiche in merito alla vita del Cristo e alla sua predicazione. Dalla gran massa di «vangeli» la Chiesa cristiana, trasse i «quattro vangeli» ufficiali (Matteo, Marco, Luca e Giovanni) definendo tutti gli altri «apocrifi» (dubbi o falsi). 10 II Discrimine (al Furqan) è uno dei nomi del Corano. Con il senso di ciò che permette di distinguere, di separare il bene dal male (vedi nota introduttiva alla sura xxv). 11 «versetti espliciti…»: il termine che abbiamo tradotto con «espliciti» è «muhkamât» che significa «conclusi, ben stabiliti, precisi». 12 «la Madre del Libro»: (Ummu-1-kitâb, in arabo si usa spesso il termine «madre di… padre di…» per indicare l’origine profonda o concettuale di qualcosa. 13 «e altri che si prestano ad interpretazioni diverse»: questa la traduzione che abbiamo fatto di «mutashâbihât» che significa letteralmente «apparentemente simili». 14 «una malattia nel cuore»: il dubbio (Tabarì ııı, vedi nota a ıı, 15 Allah, (gloria a Lui l’Altissimo) ci avverte che il Suo Libro contiene elementi di diverso spessore e la cui comprensione non è sempre agevole o univoca l’interpretazione. Chi vuole polemizzare con il suo Signore (e già è bestemmia solo l’intenzione di ciò) prende a pretesto i versetti «allegorici», quelli di difficile o controversa spiegazione e li utilizza per arrecare danno a se stesso innanzi tutto e ai credenti. Solo Allah ha scienza esatta e finita della Sua Scienza e coloro che da Lui ne hanno ricevuto una parte non possono che dire: «Noi crediamo: tutto viene dal nostro Signore». 16 «i soli a ricordarsene… sono i dotati di intelletto»: la vita del musulmano è un «dhik- ru-l-Llah», un ricordo di Allah. Questo termine va inteso come la lucida coscienza dell’Onnipresenza divina che l’uomo in equilibrio con se stesso percepisce attraverso la sua mente. 17 «Come la gente di Faraone»: nel Corano si parla di due faraoni. Uno è il Faraone di Giuseppe, che impressionato dalla sua capacità di interpretazione dei sogni gli affidò le sorti dell’Egitto in un momento di grande difficoltà (vedi sura xn). L’altro è quello di Mosè, che rifiutò di credere nell’Unico e che affermava di essere Dio lui stesso (vedi ad es. sura xx). Quando viene citata la gente di Faraone (‘âl- Fır‘aûn) si intendono i seguaci del secondo. 18 «e quelli che vissero prima di loro»: i popoli che rifiutarono la Rivelazione di Allah e perseguitarono i Profeti. 19 «Avevano tacciato di menzogna i Nostri segni»: secondo molti commentatori il versetto si riferisce in particolar modo agli ebrei del clan medinese dei Bani Qaynuqà’ che dopo la battaglia di Badr rifiutarono la conversione e minacciarono il Profeta (pace e benedizioni su di lui) e i musulmani. Il versetto successivo: 20 «Di’ ai miscredenti: “Presto sarete sconfitti…”» è la risposta che Allah suggerisce al Suo Inviato, incorraggiandolo a dare battaglia. Così avvenne, e nel secondo anno dall’Egira il Profeta e i musulmani dichiarano guerra ai Bani Qaynuqà’ e li assediarono nella loro fortezza. Forti di settecento uomini, ben armati e ben fortificati, i Bani Qaynuqà’ contavano sull’appoggio degli ipocriti medinesi, capitanati dal celebre Abdallah ibn Ubayy. Ma chi confida sull’ipocrisia è come chi costruisce sul fango. L’appoggio che attendevano non giunse e, nonostante le loro grandi provviste, gli ebrei temettero di non poter resistere: dopo quindici giorni di assedio capitolarono. Ebbero salve le vite ma persero tutti i loro averi e furono esiliati. 21 II versetto si riferisce alla battaglia di Badr, che marcò il primo importante successo delle armi musulmane. La storia ci ha raccontato l’epopea di trecentotredici eroi della fede che, appiedati (salvo due), si scontrarono contro mille fanti e cento cavalieri dell’armata coreiscita. Allah fece sì che i credenti apparissero molti di più di quanto erano in realtà. Sotto la guida dell’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) e spronati dall’esempio valoroso di ‘Ali Ibn Abî Tàlib, di Hamza ibn Abd ’l Muttalib e di Mus’ab ibn ‘Umayr, i musulmani sbaragliarono i miscredenti e li misero in fuga. 22 «spose purissime»: vedi nota a ıı, 23 «i Suoi servi»: il termine ’abd significa «schiavo, servo», ed è spesso utilizzato per indicare l’adoratore di Allah. Molti nomi maschili si formano appunto con ’abd e uno dei nomi di Allah (Abd-1-Rahmân: schiavo del Compassionevole, Abd-l-Qàdir: schiavo dell’Onnipotente ecc.). Quando si tratta di schiavi appartenenti a padroni terreni, vengono per lo più indicati per mezzo di una perifrasi, ad esempio: «quelli che le vostre destre possiedono» (schiavi provenienti da bottino di guerra) o «i colli» (sui quali pesa il giogo della schiavitù), ma anche con lo stesso termine ’abd (cfr. xxıv, 32). 24 «la religione presso Allah è l’IsIàm»: nel rapporto tra uomo e il suo Creatore, (gloria a Lui l’Altissimo) la posizione del primo non può essere che di totale sottomissione, cioè islamica. 25 «la Scrittura»: la Toràh, a proposito della quale si scontrarono gli ebrei e i cristiani. 26 «Se polemizzano contro di te [o Muhammad].» 27 II versetto si riferisce ai Figli di Israele che rifiutavano di applicare la loro stessa Legge. In particolare, secondo alcuni commentatori, sarebbe un riferimento preciso ad un episodio avvenuto a Medina e che riguardò una coppia di ebrei condannati alla lapidazione, dalle loro autorità religiose, per aver commesso adulterio. La sentenza fu appellata presso Muhammad (pace e benedizioni su di lui), che confermò la decisione del tribunale rabbinico. 28 «Il Fuoco non ci toccherà, se non per giorni contati»: vedi nota a ıı, I verss. 26-sono una bellissima invocazione al Signore (gloria a Lui l’Altissimo): viene attestata la Sua potenza assoluta, la Sua prerogativa di Dispensatore del bene, la Sua eccelsa caratteristica di regolatore dei cicli della natura e della vita. 29 II musulmano fa parte di una comunità che ha grandi caratteristiche di omogeneità e di coesione e pertanto non è pensabile che egli possa discriminare i suoi correligionari nella scelta delle sue alleanze. Ciononostante, in caso di pericolo per la sua incolumità o per la sua vita, gli è concesso stipulare alleanze di tipo tattico e momentaneo con chicchessia. 30 Vedi nota 31 La moglie di ‘Imrân rimpiange il fatto di non aver avuto un maschio che potesse essere destinato al servizio del Tempio. Le femmine infatti non vi erano ammesse. 32 «Zaccaria»: si tratta del padre di Giovanni Battista, e non ha niente a che vedere con l’omonimo Profeta di cui parla l’Antico Testamento. 33 Yahyâ Ibn Zakaria, il Giovanni Battista della tradizione cristiana, fu decapitato da Erode Antipa che regnò sugli ebrei dal a.C. al d.C. Giovanni aveva denunciato l’illiceità del matrimonio di Erode con la nipote Erodiade e questo rese furente la donna che chiese e ottenne la testa del Profeta. 34 A proposito del significato dell’espressione «parola di Allah» vedi nota al vers. di questa sura. 35 «prosternati e…»: nella preghiera. 36 «Ti riveliamo»: (o Muhammad). 37 «quando gettarono i loro calami»: una tradizione racconta che ben ventisette notabili della tribù di Maria ambivano il privilegio di occuparsi di lei. Per decidere gettarono i loro calami nel fiume Giordano: rimase a galla solo quello di Zaccaria mentre gli altri andarono a fondo. Fu così che Maria gli fu affidata. 38 «una Parola da Lui proveniente»: come già nel vers. questa espressione si riferisce a Gesù. Il termine arabo che traduciamo («parola»), è «kalima». 39 «Messia»: in arabo «Masìh», l’Unto, uno dei nomi tradizionali del Cristo, ha il senso di «purificato», «investito» di una particolare autorità spirituale. 40 «uno dei più vicini»: (anche «gli approssimati») ad Allah, espressione comune del lessico coranico. Indica coloro che godono del privilegio della più grande vicinanza al Creatore di tutte le cose. 41 Che Gesù sia un messaggero inviato agli ebrei, è chiaramente indicato da Matteo v, 5-xv, Il miracolo dell’uccello si trova nel Vangelo dell’Infanzia (e nel Vangelo di Tommaso), il miracolo del cieco in Giovanni ix, quello del lebbroso in Matteo vili, 1-quello della Resurrezione in Luca vii, 11-Giovanni xi, 17- 42 Alcune proibizioni contenute nella Toràh furono decretate da Allah (gloria a Lui l’Altissimo) in funzione punitiva nei confronti dei Figli di Israele, altre fu Giacobbe stesso a proibirle per sé e per i suoi discendenti (cfr. nota a iıı, 93), altre ancora furono aggiunte dalla tradizione rabbinica per svariate ragioni e molto tempo dopo la rivelazione data a Mosè. 43 «Tessono»: il soggetto sono gli ebrei che tramarono contro Gesù. 44 «strategie» (qui e in vııı, xııı, xxvii, 50), inganni (ıv, e astuzie (lxxxvi, sono messi in opera dagli uomini contro Allah e da Allah stesso per castigare questi peccati. Il concetto è quello che chi vuole ingannare Allah, inganna se stesso. 45 «ti porrò un termine e ti eleverò a Me…»: Gesù, che in un primo tempo, è stato richiamato al suo Signore, senza dover subire la morte fisica, ritornerà poi sulla terra e infine morrà «e ti purificherò dai miscredenti…»: ti renderò giustizia, allontanerò da te le menzogne che i miscredenti hanno inventato in tuo proposito, «Porrò quelli che ti seguono al di sopra degli infedeli, fino al Giorno della Resurrezione»: quelli che seguono correttamente l’insegnamento di Gesù non sono certo gli attuali cristiani, che lo adorano come un dio. Il versetto allude forse a quei «cristiani» antitrinitari che consideravano Gesù «la migliore delle creature». 46 «Il Saggio Ricordo»: il Corano. 47 «per Allah Gesù è simile ad Adamo»: Gesù è una creatura anche se la sua natura è del tutto particolare. Adamo non ebbe né padre né madre, Èva non ebbe madre, Gesù non ebbe padre. 48 II versetto si riferisce all’episodio della visita della delegazione dei cristiani del Najràn (vedi nota 1). 49 «su ciò di cui non avete conoscenza alcuna?»: se, al limite, può essere accettabile la polemica su qualcosa che si conosce, non ha senso discutere su ciò di cui non si ha alcuna scienza. In tal caso la discussione diventa pretestuosa, viziata da preconcetti e sterile. La materia che i cristiani non conoscevano e rifiutavano di studiare era, naturalmente, la rivelazione coranica e la missione dell’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui). 50 «puro credente»: monoteista. Abramo in quanto monoteista si dedicava al culto del Dio unico ed era a Lui sottomesso, pertanto era musulmano anche se il quadro generale c definitivo dell’IsIàm scese solo con la rivelazione del Santo Corano al Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui). 51 «questo Profeta»: Muhammad. 52 II Corano riferisce le strategie di guerra psicologica che alcuni ebrei e cristiani adoperarono contro i musulmani: false conversioni seguite da clamorose apostasie per confondere le menti dei musulmani meno dotati intellettualmente e con la fede ancora incerta. 53 «un qintàr»: una misura di peso (da cui deriva il termine quintale), corrispondente a libbre. 54 II termine che traduciamo con «gentili» significa «ignorante, illetterato». Per gli ebrei di Medina tutti coloro che non seguivano la loro religione, si trovavano in questa condizione. 55 II versetto dovrebbe riferirsi al Cristo e al fatto che certamente non invitò gli uomini ad adorarlo come Dio. Alcuni commentatori lo collegano, inoltre, ad un episodio della vita dell’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui): alcuni musulmani gli avevano proposto di prosternarsi dinnanzi a lui in segno di rispetto e venerazione. Il Profeta rifiutò sdegnato e recitò questo versetto. 56 Questo versetto afferma che Allah impose a tutti i messaggeri precedenti a Muhammad (pace e benedizioni su di lui), di riconoscere e annunciare la venuta di un altro messaggero. Gli esegeti musulmani citano, tra gli altri, i seguenti brani: Enoch, Genesi 14-Abramo, Genesi xII, 1-e 16-Giacobbe xLIx, Mosè, Deuteronomio xvııı, xxxııı, Daniele II, 31-Davide, Salmo xLv, 3-Isaia xxI, 6-e 13-xlii, e succ., xliii, 1-Abacuc, Ab. III, Giovanni, Apocalisse II, 26-III, vI, Gesù, Matteo xxI, 33-Giovanni 1,xIv, 15-xv, 26-xvI, 7- 57 Questo versetto stabilisce inequivocabilmente che dopo la rivelazione del Corano e la predicazione di Muhammad (pace e benedizioni su di lui) il solo culto che Allah accetterà sarà quello islamico. 58 «eccetto quello che Israele…»: (Giacobbe, chiamato anche Israele, Tabarî Iv, 2). Agli ebrei erano interdette le carni del cammello, il suo latte e il suo grasso, tutte le carni degli animali che hanno lo zoccolo senza fenditura e il maiale (Levitico 1-47). La tradizione racconta che Giacobbe, soffrendo di sciatica, si interdisse tutte le carni innervate. Tale interdetto divenne generale. «La prima Casa… di Bakka»: la Casa di cui parla il versetto è la Ka‘ba che, secondo la tradizione, fu innalzata da Adamo e poi ricostruita da Abramo e Ismaele. Bakka è uno dei nomi dato alla Mecca. I geografi dicono che Makka indica tutta l’intera vallata (della Mecca), Bakka indica lo spiazzo in cui è la Ka‘ba. Il Salmo lxxxiv al vers. recita: «Passando per l’arida valle di Bacà la cambiano in luogo di fontane». 59 «ristette Abramo»: il «maqàm İbrahim» citato in II, e nota relativa. A proposito del pellegrinaggio vedi Appendice 60 «colui che lo nega»: secondo molti commentatori il versetto alluderebbe non tanto al miscredente in generale ma a colui che nega il precetto del Hajj e, pur avendone le possibilità, rifiuta di recarvisi. 61 Allah (gloria a Lui l’Altissimo] non ha nessun bisogno delle creature. Se è pur vero che il vers. della sura u dice: «È solo perché mi adorassero che ho creato i jinn e gli uomini», è altrettanto vero che questa adorazione giova solo alle creature e le realizza pienamente. Allah è «Al Ghanì»: Colui Che basta a Se Stesso. 62 Rimanete fino alla morte nella sottomissione ad Allah. 63 I verss. 99-oltre al loro significato assoluto, si riferiscono ancora una volta ai tentativi di dividere la comunità dei credenti medinesi, orditi dai clan ebrei della città che avevano sempre prosperato sulla divisione e la rivalità tra i Khazraj e gli Aws. Un giorno, uno dei loro notabili incaricò uno dei suoi di sedere in mezzo agli antichi rivali e recitare i poemi che parlavano delle gesta di guerra dei due clan. Questo fatto rinfocolò i rancori e le ostilità sopite e senza l’intervento dell’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) i due gruppi sarebbero venuti alle mani (vedi Tabarî Iv, 23). 64 Nei verss. e Allah (gloria a Lui l’Altissimo) ordina la costituzione dell’«Umma» islamica e ne precisa le caratteristiche salienti. Si tratta inequivocabilmente di una comunità solidale, che non si limita ad una pratica personale del culto, intima e avulsa dal contesto sociale e familiare. «Raccomandare le buone consuetudini e proibire ciò che è riprovevole» è un obbligo per tutti i musulmani e, a tale proposito, è bene ricordare un famoso hadith dell’Inviato di Allah: «da Abù Sa‘ìd al-Khudri (che Allah sia soddisfatto di lui): “Ho sentito l’Inviato di Allah dire: ‘Chi di voi vede un male lo corregga di propria mano; e se non ne è in grado lo faccia colla lingua; se non ne è in grado, lo faccia con il cuore, e questa è la fede più debole’”» (lo ha trasmesso Muslim) da II Giardino dei Devoti, cit. 65 «una corda di Allah o ad una corda d’uomini»: secondo Tabarì il versetto si riferisce agli ebrei i cui comportamenti sono ampiamente descritti e stigmatizzati nei versetti precedenti. 66 «Tra la gente della Scrittura c’è una comunità…»: sono i musulmani stessi o. accettando l’interpretazione del Tabarî (Iv, i cristiani e gli ebrei che riconobbero la divinità del messaggio coranico e la missione di Muhammad (pace e benedizioni su di lui). 67 A proposito di questo comportamento tipico degli ipocriti, vedi II, e la nota. 68 Potrebbe trattarsi della battaglia di Badr (vedi nota al vers. 13). Alcuni esegeti invece, affermano che il riferimento è piuttosto allo sfortunato scontro che ebbe luogo a Uhud. Il prosieguo della narrazione sembra dar ragione a questa seconda ipotesi. E importante notare l’espressione «…schierare i credenti ai posti di combattimento». Prima dell’IsIàm, infatti, gli arabi non conoscevano altra tattica militare che quella della sorpresa. Guerrieri estremamente mobili attaccavano il nemico all’improvviso, razziavano bottino e fuggivano prima che gli avversari potessero riorganizzarsi. A Uhud, il Profeta (pace e benedizioni su di lui) aveva ordinato i suoi disponendo un centro e due ali, un’avanguardia e una retroguardia. Gli arcieri erano attestati su di un’altura con funzioni di copertura. Al primo affondo dei musulmani, i miscredenti fuggirono lasciando sul campo una grande quantità di bottino. Obnubilati dalla sete di preda la retroguardia e gli arcieri abbandonarono la loro posizione e lasciarono scoperto il grosso dell’esercito. Il capo della cavalleria meccana, Khalid ibn Walid, se ne accorse e prese i credenti alle spalle rovesciando le sorti della battaglia. Il Corano ritorna sull’argomento al vers. in cui Allah rimprovera ai musulmani la loro disobbedienza e la loro avidità. 69 ‘Abdallah ibn Ubayy, il capo degli ipocriti medinesi, si ritirò dal campo di battaglia insieme a trecento dei suoi e altri combattenti furono sul punto di ripiegare anche loro. 70 «angeli guerrieri»: l’aggettivo «musawwimîn» può essere inteso in senso attivo o passivo (accettandolo nella lettura «musawwamìn» come ad es. in III, 24): nel primo caso significa «agguerriti, guerrieri», nel secondo vuol dire «portatori di segni distintivi». Una tradizione riferisce che gli angeli che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) mandò a Badr, portavano turbanti gialli e i loro cavalli erano neri pezzati di bianco, con i peli della fronte e le code ugualmente bianchi. 71 «Tu non hai nessuna parte in ciò»: (O Muhammad), in questo affare che riguarda Allah. A Lui e a Lui solo spetta l’accettazione del pentimento degli uomini o il loro castigo. 72 Procedendo per gradi come nel caso del divieto dell’alcol, il Corano condanna l’usura che sarà proibita e maledetta in III, 73 Essere generosi anche nel bisogno, equilibrati nelle reazioni ai fatti della vita, misericordiosi con il prossimo: ecco le caratteristiche fondamentali che contraddistinguono i «muttaqìn» (i timorati di Allah). Vedi nota a II, 74 «Così alterniamo questi giorni…»: così Allah alterna gioie e dolori nella vita dell’uomo. 75 È con queste parole che Abù Bakr (che Allah sia soddisfatto di lui) annunciò ufficialmente la morte di Muhammad (pace e benedizioni su di lui), quando Allah (gloria a Lui l’Altissimo) chiamò a Sé il Suo Inviato, lasciando i musulmani nella generale costernazione. 76 «Quanti Profeti combatterono affiancati da numerosi discepoli»: la traduzione di questo brano presenta una seria difficoltà interpretativa dovuta al disaccordo sul significato del termine «ribbiy» in questo contesto. Si potrebbe tradurre: «Quanti profeti furono uccisi in mezzo ai loro discepoli» (nella lettura «qutila») oppure: «Quanti profeti combatterono affiancati da miriadi [angeliche]». Allah è più sapiente. 77 Allusione alla battaglia di Uhud e al comportamento di una parte dei musulmani. Vedi nota al vers. 78 Allah (gloria a Lui l’Altissimo) ricorda ai musulmani il comportamento di una parte di loro e dipinge con grande efficacia l’epilogo dei fatti di Uhud: uomini che fuggono verso le montagne mentre l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) cercava di richiamarli a sé per rinserrare i ranghi. Fu un momento di grande difficoltà: il Profeta ferito e sanguinante, suo zio Hamza ucciso insieme a molti altri valorosi, il rischio di una disfatta totale per le armi musulmane. 79 «[Allah] vi ha compensato di un’angoscia con un’altra angoscia…»: nel senso che il dolore per la sconfitta subita fu attenuato dall’angoscia per la sorte del Profeta (pace e benedizioni su di lui), che alcuni avevano dato per morto, dal timore che i meccani marciassero su Medina, dallo strazio per le sofferenze dei feriti e per l’oltraggio che subirono i caduti. A questo proposito è giusto ricordare la fine di Hamza ibn ‘Abd-al- Muttalib, ucciso da uno schiavo abissino prezzolato da Hind, moglie di Abû Sufyàn, la quale voleva vendicare la morte dei suoi congiunti caduti nella battaglia di Badr. Quando Hind trovò la spoglia di Hamza, ne deturpò il viso tagliandogli le orecchie, il naso e la lingua; poi, in un odioso accesso parossistico, aprì il suo addome, strappò il fegato e ne masticò una parte. In merito alla battaglia di Uhud, gli storici si sono chiesti perché i meccani non cercarono di infliggere un colpo mortale alla comunità musulmana, conquistando Medina e uccidendo il Profeta. Le ipotesi a questo riguardo sono molte, ma in definitiva si può affermare che i politeisti non avevano valutato appieno il rischio che costituiva per loro lo sviluppo della comunità islamica di Medina. Nelle loro intenzioni c’era solo la volontà di vendicare i caduti di Badr e dare una dimostrazione di forza che avrebbe dovuto ridurre i medinesi a più miti consigli nei loro confronti e, al contempo, allontanarli dall’Inviato di Allah, dimostrando loro che la sua presenza era foriera di danni e lutti per la città. Tutto questo non avvenne e la comunità dei musulmani trasse dai fatti di Uhud nuova forza e importanti insegnamenti. Sia lode ad Allah, Signore del Creato. 80 II Profeta (pace e benedizioni su di lui), appurato che dopo la battaglia il nemico non aveva intenzione di marciare su Medina, disse ai suoi che potevano dormire senza altro timore. I buoni credenti si abbandonarono e riposarono ritemprando il corpo e lo spirito dopo la dura giornata trascorsa; i dubbiosi e gli ipocriti, invece, si lasciarono andare a sterili recriminazioni e si autocommiseravano, ragionando come se vivessero ancora nel periodo dell’ignoranza preislamica. 81 L’uomo possiede solo le sue’intenzioni; i risultati delle sue azioni sono determinati da Allah, che persegue il Suo indefettibile disegno sul creato. 82 Secondo gli esegeti questa fu la frase pronunciata dal famoso ‘Abdallah ibn Ubayy, il capo riconosciuto degli ipocriti medinesi, che non perdeva occasione per sminuire l’Inviato di Allah e seminare zizzania nelle comunità. Con questa frase egli recriminava sul fatto che non erano state tenute nel dovuto conto le sue proposte tattiche in merito alla battaglia. Egli infatti aveva suggerito di evitare la sortita e di attendere i meccani all’interno della città. La scelta del Profeta si dimostrò in fin dei conti vincente, in quanto risparmiò il sacco della città. 83 «o perirete»: di morte naturale. 84 II Corano si rivolge a Muhammad (pace e benedizioni su di lui) e, dopo avergli ricordato che tutta la misericordia che alberga nel cuore delle creature proviene da Allah (gloria a Lui l’Altissimo) accenna al principio della «shûrâ» (la consultazione). Vedi anche xlii, e la nota. 85 In questo versetto non c’è nessun rimprovero per il Profeta (pace e benedizioni su di lui), ma una risposta divina agli ipocriti che mormoravano a proposito di supposte ingiustizie nella divisione del bottino. Un’altra lettura ammessa considera il verbo «ghalala» alla forma passiva e quindi la traduzione sarebbe: «È indegno ingannare un profeta» (Tabarî iv, 155). 86 «Quando vi giunge un dispiacere – e già ne avevate inflitto uno doppio»: riferimento alle battaglie di Uhud e di Badr. A Badr i musulmani avevano ucciso settanta idolatri e ne avevano presi prigionieri altrettanti; nello scontro presso Uhud i credenti presero settanta uomini, ma nessuno dei loro fu catturato dai nemici. 87 II versetto si riferisce ancora una volta al comportamento degli ipocriti e di ‘Abdal- lah ibn Ubayy, di cui si è già parlato più sopra. Secondo alcune traduzioni gli ipocriti affermarono di non «saper combattere» ma la cosa non è credibile, in quanto si trattava di clan guerrieri, molto fieri della loro abilità nel maneggio delle armi e del loro coraggio in battaglia. L’interpretazione più plausibile è quella riferita da Tabarî (Iv, 67), il quale afferma che gli ipocriti giustificarono il loro ritiro dal campo di battaglia (uomini, circa un terzo dell’armata medinese) con il fatto che certamente non si sarebbe combattuto in quel giorno. 88 «non ci sarà afflizione»: nell’altra vita, per coloro cui Allah concede il martirio. Continua la narrazione dei fatti relativi alla battaglia di Uhud. Temendo che i meccani si fossero allontanati solo per creare un diversivo tattico, il Profeta (pace e benedizioni su di lui) decise il mattino seguente di inseguire il nemico. Ordinò a tutti quelli che avevano partecipato allo scontro, e che erano in grado di marciare, di prepararsi ad uscire in armi contro i miscredenti. Nonostante le ferite e le fatiche del giorno precedente, quasi tutti i musulmani che avevano combattuto a Uhud si presentarono all’adunata e partirono all’inseguimento. Temendo una controffensiva dei credenti, anche i meccani si erano attestati poco distante e attendevano gli eventi. L’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) comandò ai suoi che raccogliessero tutta la legna che potevano trovare e quando calò la notte fece accendere centinaia e centinaia di falò dando così l’impressione del bivacco di una grande armata. Inoltre, un idolatra amico dei musulmani fu incaricato di portare false notizie al campo meccano, raccontando della mobilitazione dell’intera città di Medina. Confusi dall’espediente e dall’astuta operazione di disinformazione attuata dai musulmani, i Quraysh decisero di ritornare al più presto alla Mecca. 89 Anche i Quraysh avevano tentato un’operazione di disinformazione per spaventare i musulmani ma senza nessun esito. 90 Secondo gli esegeti il Satana di cui parla il versetto è identificabile nel personaggio di cui si servirono i Quraysh per cercare di ingannare i musulmani. Certamente Satana si serve di molti uomini, che diventano i suoi più o meno consapevoli aiutanti. Presenze inquietanti e negative, questi individui finalizzano la loro esistenza al diffondersi dell’insicurezza e della paura tra la gente. La loro forza è direttamente proporzionale alla scarsità di fede e di pratica religiosa. Se è pur vero che tutti quanti possono essere attaccati e colpiti dalle mene sataniche è certo che chi confida in Allah non potrà giammai esserne sopraffatto. 91 Quando Abù Bakr si recò dagli ebrei di Medina per chiedere un contributo finanziario per la guerra contro gli infedeli e per il trionfo di Allah, un rabbino di nome Pinhas rispose ironicamente: «Dunque Allah è povero e noi siamo ricchi» (Tabarì iv, 195). 92 «Incendio: ‘Hariq»: uno dei nomi dell’Inferno. 93 «quegli stessi»: a cui si riferisce anche il vers. gli ebrei. 94 «che il fuoco consumi»: alcuni ebrei giustificavano pretestuosamente il loro rifiuto di prestare fede alla missione di Muhammad (pace e benedizioni su di lui) con il fatto che la loro religione imponeva che il sacrificio di un profeta doveva essere accettato per mezzo di una fiamma che scendendo dal cielo consumasse l’offerta sacrificale. 95 Nella Bibbia (I Re 38-Elia viene confermato da Allah con un simile miracolo. 96 II Corano avverte Muhammad (pace e benedizioni su di lui) a proposito dell’atteggiamento oltraggioso e scettico dei miscredenti. 97 I Salmi che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) diede a Davide e l’Injîl che fu rivelato a Gesù (pace su entrambi). 98 La sura si conclude con versetti che compongono un’invocazione di grande bellezza e piena di significati. La tradizione ci riferisce che l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) concludeva le sue orazioni notturne recitando questo brano del Santo Corano. Con i primi cinque versetti (191-l’uomo si rivolge al suo Signore impetrando il Suo perdono e la Sua protezione. Poi Allah risponde all’uomo, ribadendo la veridicità delle Sue promesse, tranquillizzandolo in merito all’apparente benessere di cui godono i miscredenti e alla realtà eterna del Paradiso dei devoti. Nell’ultimo versetto ritorna l’invito alla pazienza e alla costanza, virtù senza le quali la vita terrena è certo una rovina.
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ایمان والوں اور مجاہدین کے قابل رشک اعزاز ٭٭

اہل کتاب کے اس فرقے کی تعریف کرتا ہے جو پورے ایمان والا ہے قرآن کریم کو بھی مانتا ہے اور اپنے نبی کی کتاب پر بھی ایمان رکھتا ہے اللہ تعالیٰ کا ڈر دل میں رکھ کر اللہ تعالیٰ فرمانوں کی بجا آوری میں نہایت تندہی کے ساتھ مشغول ہے رب کے سامنے عاجزی اور گریہ وزاری کرتا رہتا ہے پیغمبر آخر الزمان صلی اللہ علیہ وسلم کے جو پاک اوصاف اور صاف نشانیاں ان کی کتابوں میں ہیں اسے دنیا کے بدلے چھپاتا نہیں بلکہ ہر ایک کو بتاتا ہے اور آپ صلی اللہ علیہ وسلم کی رسالت کو مان لینے کی رغبت دلاتا ہے۔ ایسی جماعت اللہ تعالیٰ کے پاس اجر پائے گی خواہ وہ یہودیوں کی ہو خواہ نصرانیوں کی

سورۃ قصص میں یہ مضمون اس طرح بیان ہوا ہے آیت «الَّذِينَ آتَيْنَاهُمُ الْكِتَابَ مِن قَبْلِهِ هُم بِهِ يُؤْمِنُونَ وَإِذَا يُتْلَىٰ عَلَيْهِمْ قَالُوا آمَنَّا بِهِ إِنَّهُ الْحَقُّ مِن رَّبِّنَا إِنَّا كُنَّا مِن قَبْلِهِ مُسْلِمِينَ أُولَـٰئِكَ يُؤْتَوْنَ أَجْرَهُم مَّرَّتَيْنِ بِمَا صَبَرُوا وَيَدْرَءُونَ بِالْحَسَنَةِ السَّيِّئَةَ وَمِمَّا رَزَقْنَاهُمْ يُنفِقُونَ» [28-القصص:52] ‏ جنہیں ہم نے اس سے پہلے کتاب دے رکھی ہے وہ اس پر بھی ایمان لاتے ہیں اور جب یہ کتاب ان کے سامنے پڑھی جاتی ہے تو صاف کہ دیتے ہیں کہ ہم اس پر ایمان لائے یہ برحق کتاب ہمارے رب کی ہے ہم تو پہلے سے ہی اسے مانتے تھے انہیں ان کے صبر کا دوہرا اجر دیا جائے گا

اور جگہ ہے «الَّذِينَ آتَيْنَاهُمُ الْكِتَابَ يَتْلُونَهُ حَقَّ تِلَاوَتِهِ أُولَـٰئِكَ يُؤْمِنُونَ بِهِ» [2-البقرة:121] ‏ جنہیں ہم نے کتاب دی اور جسے وہ اسے صحیح طور پر پڑھتے ہیں وہ تو اس قرآن پر بھی فوراً ایمان لاتے ہیں

اور جگہ ارشاد ہے آیت «وَمِنْ قَوْمِ مُوْسٰٓي اُمَّةٌ يَّهْدُوْنَ بِالْحَقِّ وَبِهٖ يَعْدِلُوْنَ» [7-الأعراف:159] ‏ سیدنا موسیٰ علیہ السلام کی قوم میں سے بھی ایک جماعت حق کی ہدایت کرنے والی اور حق کے ساتھ عدل کرنے والی ہے۔

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دوسرے مقام پر بیان ہے آیت «لَيْسُوْا سَوَاءً مِنْ اَھْلِ الْكِتٰبِ اُمَّةٌ قَاىِٕمَةٌ يَّتْلُوْنَ اٰيٰتِ اللّٰهِ اٰنَاءَ الَّيْلِ وَھُمْ يَسْجُدُوْنَ» [3-آل عمران:113] ‏، یعنی اہل کتاب سب یکساں نہیں ان میں ایک جماعت راتوں کے وقت بھی اللہ کی کتاب پڑھنے والی ہے اور سجدے کرنے والی ہے۔

اور جگہ ہے «قُلْ آمِنُوا بِهِ أَوْ لَا تُؤْمِنُوا إِنَّ الَّذِينَ أُوتُوا الْعِلْمَ مِن قَبْلِهِ إِذَا يُتْلَىٰ عَلَيْهِمْ يَخِرُّونَ لِلْأَذْقَانِ سُجَّدًا وَيَقُولُونَ سُبْحَانَ رَبِّنَا إِن كَانَ وَعْدُ رَبِّنَا لَمَفْعُولًا وَيَخِرُّونَ لِلْأَذْقَانِ يَبْكُونَ وَيَزِيدُهُمْ خُشُوعًا ۩» [17-الإسراء:109] ‏ اے نبی کریم صلی اللہ علیہ وسلم تم کہو کہ لوگوں تم ایمان لاؤ یا نہ لاؤ جنہیں پہلے سے علم دیا گیا ہے جب ان کے سامنے اس کلام مجید کی آیتیں تلاوت کی جاتی ہے تو وہ اپنے چہروں کے بل سجدے میں گر پڑتے ہیں اور کہتے ہیں کہ ہمارا رب پاک ہے یقیناً اس کا وعدہ سچا ہے اور سچا ہو کر رہنے والا ہے یہ لوگ روتے ہوئے منہ کے بل گرتے ہیں اور خشوع و خضوع میں بڑھ جاتے ہیں،

یہ صفتیں یہودیوں میں پائی گئیں گو بہت کم لوگ ایسے تھے مثلاً سیدنا عبداللہ بن سلام رضی اللہ عنہ اور آپ ہی جیسے اور با ایمان یہودی علماء لیکن ان کی گنتی دس تک نہیں پہنچتی ہاں نصرانی اکثر ہدایت پر آگئے اور حق کے فرمانبردار ہوگئے جیسے اور جگہ ہے آیت «لَتَجِدَنَّ اَشَدَّ النَّاسِ عَدَاوَةً لِّلَّذِيْنَ اٰمَنُوا الْيَھُوْدَ وَالَّذِيْنَ اَشْرَكُوْا» سے «جَنَّاتٍ تَجْرِي مِن تَحْتِهَا الْأَنْهَارُ خَالِدِينَ فِيهَا» [5-المائدة: 85-82] ‏ آخر آیت تک، مطلب یہ ہے کہ ایمان والوں سے عداوت اور دشمنی رکھنے میں سب سے زیادہ بڑھے ہوئے یہود ہیں اور مشرک۔ اور ایمان والوں سے محبت رکھنے میں پیش پیش نصرانی ہیں۔

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اب فرماتا ہے ایسے لوگ اللہ تعالیٰ کے ہاں اجر عظیم کے مستحق ہیں، حدیث میں یہ بھی آ چکا ہے کہ سیدنا جعفر بن ابوطالب رضی اللہ عنہ نے جب سورۃ مریم کی تلاوت شاہ نجاشی کے دربار میں بادشاہ اراکین سلطت اور علماء نصاریٰ کے سامنے کی اور اس میں آپ پر رقت طاری ہوئی تو سب حاضرین دربار مع بادشاہ رو دیئے اور اس قدر متاثر ہوئے کہ روتے روتے ان کی داڑھیاں تر ہو گئیں، [سیرۃ ابن ھشام:357/1:صحیح] ‏

صحیح بخاری و مسلم میں ہے کہ نجاشی کے انتقال کی خبر رسول اللہ صلی اللہ علیہ وسلم نے اپنے اصحاب رضی اللہ عنہم کو دی اور فرمایا کہ تمہارا بھائی حبشہ میں انتقال کر گیا ہے اور اس کے جنازے کی نماز ادا کرو اور میدان میں جا کر صحابہ رضی اللہ عنہم کی صفیں مرتب کر کے آپ نے ان کے جنازے کی نماز ادا کی۔ [صحیح بخاری:1317] ‏

ابن مردویہ میں ہے کہ جب نجاشی فوت ہوئے تو نبی کریم صلی اللہ علیہ وسلم نے فرمایا اپنے بھائی کیلئے استغفار کرو تو بعض لوگوں نے کہا دیکھئیے نبی کریم صلی اللہ علیہ وسلم ہمیں اس نصرانی کیلئے استغفار کرنے کا حکم دیتے ہیں جو حبشہ میں مرا ہے اس پر یہ آیت نازل ہوئی۔ [طبرانی اوسط:2677:حسن] ‏ گویا اس کے مسلمان ہونے شہادت قرآن کریم نے دی

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گویا اس کے مسلمان ہونے کی شہادت قرآن کریم نے دی۔ ابن جریر میں ہے کہ ان کی موت کی خبر نبی کریم صلی اللہ علیہ وسلم نے دی کہ تمہارا بھائی اصحمہ انتقال کر گیا ہے پھر نبی کریم صلی اللہ علیہ وسلم باہر نکلے اور جس طرح جنازے کی نماز پڑھاتے تھے اسی طرح چار تکبیروں سے نماز جنازہ پڑھائی اس پر منافقوں نے وہ اعتراض کیا اور یہ آیت اتری۔ [تفسیر ابن جریر الطبری:8376] ‏

ابوداؤد میں ہے سیدہ عائشہ رضی اللہ عنہا فرماتی ہیں کہ نجاشی کے انتقال کے بعد ہم یہی سنتے رہے کہ ان کی قبر پر نور دیکھا جاتا ہے، [سنن ابوداود:2523،قال الشيخ الألباني:حسن] ‏

مستدرک حاکم میں ہے کہ نجاشی کا ایک دشمن اس کی سلطنت پر حملہ آور ہوا تو مہاجرین نے کہا کہ آپ اس سے مقابلہ کرنے کیلئے چلئے ہم بھی آپ کے ساتھ ہیں آپ ہماری بہادری کے جوہر دیکھ لیں گے اور جو حسن سلوک آپ نے ہمارے ساتھ کیا ہے اس کا بدلہ بھی اتر جائے گا لیکن نجاشی رضی اللہ عنہ نے فرمایا کہ آپ لوگوں کی امداد کے ساتھ بچاؤ کرنے سے اللہ کی امداد کا بچاؤ بہتر ہے اس بارے میں یہ آیت نازل ہوئی۔ [مستدرک حاکم:300/2:ضعیف] ‏

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سیدنا مجاہد رحمہ اللہ فرماتے ہیں اس سے مراد اہل کتاب کے مسلمان لوگ ہیں، [تفسیر ابن جریر الطبری:499/7] ‏ سیدنا حسن بصری رحمہ اللہ فرماتے ہیں اس سے مراد وہ اہل کتاب ہیں جو نبی کریم صلی اللہ علیہ وسلم سے پہلے تھے اسلام کو پہچانتے تھے اور نبی کریم صلی اللہ علیہ وسلم کی تابعداری کا بھی شرف انہیں حاصل ہوا تو انہیں اجر بھی دوہرا ملا ایک تو نبی کریم صلی اللہ علیہ وسلم سے پہلے کے ایمان کا دوسرا اجر آپ پر ایمان لانے کا، بخاری مسلم میں سیدنا ابوموسیٰ اشعری رضی اللہ عنہ سے مروی ہے کہ رسول اللہ صلی اللہ علیہ وسلم نے فرمایا تین قسم کے لوگوں کو دوہرا اجر ملتا ہے جن میں سے ایک اہل کتاب کا وہ شخص ہے جو اپنے نبی پر ایمان لایا اور مجھ پر ایمان لایا اور باقی دو کو بھی ذکر کیا، [صحیح بخاری:97] ‏

اللہ کی آیتوں کو تھوڑی قیمت پر نہیں بیچتے یعنی اپنے پاس علمی باتوں کو چھپاتے نہیں جیسے کہ ان میں سے ایک رذیل جماعت کا شیوہ تھا بلکہ یہ لوگ تو اسے پھیلاتے اور خوب ظاہر کرتے ہیں ان کا بدلہ ان کے رب کے پاس ہے اللہ تعالیٰ جلد حساب لینے والا ہے یعنی جلد سمیٹنے اور گھیرنے اور شمار کرنے والا ہے۔ پھر فرماتا ہے کہ اسلام جیسے میری پسندیدہ دین پر جمے رہو شدت اور نرمی کے وقت مصیبت اور راحت کے وقت غرض کسی حال میں بھی اسے نہ چھوڑو یہاں تک کہ دم نکلے تو اسی پر نکلے اور اپنے ان دشمنوں سے بھی صبر سے کام لو جو اپنے دین کو چھپاتے ہیں [تفسیر ابن جریر الطبری:502/7] ‏

امام حسن بصری رحمہ اللہ وغیرہ علماء سلف نے یہی تفسیر بیان فرمائی ہے۔

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«مرابطۃ» مرابطہٰ کہتے ہیں عبادت کی جگہ میں ہمیشگی کرنے کو اور ثابت قدمی سے جم جانے کو اور کہا گیا ہے ایک نماز کے بعد دوسری نماز کے انتظار کو، یہی قول ہے سیدنا عبداللہ بن عباس رضی اللہ عنہما سہل بن حنیف رضی اللہ عنہ اور محمد بن کعب قرضی رحمہ اللہ کا۔ صحیح مسلم شریف اور نسائی میں ہے رسول اللہ صلی اللہ علیہ وسلم فرماتے ہیں آؤ میں تمہیں بتاؤں کہ کس چیز سے اللہ تعالیٰ گناہوں کو مٹا دیتا ہے اور درجوں کو بڑھاتا ہے، تکلیف ہوتے ہوتے بھی کامل وضو کرنا، دور سے چل کر مسجدوں میں آنا، ایک نماز کے بعد دوسری نماز کا انتظار کرنا یہی رباط ہے یہی مرابط ہے یہی اللہ تعالیٰ کی راہ کی مستعدی ہے، [صحیح مسلم:251] ‏

ابن مردویہ میں ہے کہ ابوسلمہ رضی اللہ عنہ سے ایک دن ابوہریرہ رضی اللہ عنہ نے پوچھا اے میرے بھتیجے جانتے ہو اس آیت کا شان نزول کیا ہے؟ انہوں نے کہا مجھے معلوم نہیں آپ نے فرمایا سنو اس وقت کوئی غزوہ نہ تھا یہ آیت ان لوگوں کے حق میں نازل ہوئی ہے جو مسجدوں کو آباد رکھتی تھی اور نمازوں کو ٹھیک وقت پر ادا کرتے تھے پھر اللہ کا ذکر کرتے تھے انہیں یہ حکم دیا جاتا ہے کہ تم پانچوں نمازوں پر جمے رہو اور اپنے نفس کو اور اپنی خواہش کو روکے رکھو اور مسجدوں میں بسیرا کرو اور اللہ سے ڈرتے رہو۔ یہی اعمال موجب ایمان ہیں، [مستدرک حاکم:301/2] ‏ ابن جریر کی حدیث میں ہے کیا میں تمہیں وہ اعمال نہ بتاؤں جو گناہوں کا کفارہ ہو جاتے ہیں ناپسندیدگی کے وقت کامل وضو کرنا اور ایک نماز کے بعد دوسری نماز کا انتظار کرنا تمہاری مستعدی اسی میں ہونی چاہیئے۔ [تفسیر ابن جریر الطبری:8395:ضعیف] ‏

اور حدیث میں زیادہ قدم رکھ کر چل کر مسجد میں آنا بھی ہے، [تفسیر ابن جریر الطبری:8396:ضعیف] ‏

اور روایت میں ہے کہ گناہوں کی معافی کے ساتھ ہی درجے بھی ان اعمال سے بڑھتے رہتے ہیں اور یہی اس آیت کا مطلب ہے۔ [الدار المنشور للسیوطی:201/2:ضعیف] ‏

لیکن یہ حدیث بالکل غریب ہے

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ابوسلمہ بن عبدالرحمٰن رضی اللہ عنہ فرماتے ہیں یہاں «رَابِطُوا» سے مطلب انتظار نماز ہے، [تفسیر ابن جریر الطبری:8394:ضعیف] ‏ لیکن اوپر بیان ہو چکا ہے کہ یہ فرمان ابوہریرہ رضی اللہ عنہ کا ہے واللہ اعلم۔ اور یہ بھی کہا گیا ہے کہ «رَابِطُوا» سے مراد دشمن سے جہاد کرنا، اسلامی ملک کی حدود کی نگہبانی کرنا اور دشمنوں کو اسلامی شہروں میں نہ گھسنے دینا ہے اس کی ترغیب میں بھی بہت سی حدیثیں ہیں اور اس پر بھی بڑے ثواب کا وعدہ ہے۔

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صحیح بخاری شریف میں ہے ایک دن کی یہ تیاری ساری دنیا سے اور جو اس میں ہے سب سے افضل ہے، [صحیح بخاری:2794] ‏ مسلم شریف کی حدیث میں ہے ایک دن رات کی جہاد کی تیاری ایک ماہ کے کامل روزوں اور ایک ماہ کی تمام شب بیداری سے افضل ہے اور اسی تیاری کی حالت میں موت آ جائے تو جتنے اعمال صالحہ کرتا تھا سب کا ثواب پہنچتا رہتا ہے اور اللہ تعالیٰ کے پاس سے روزی پہنچائی جاتی ہے اور فتنوں سے امن پاتا ہے، [صحیح مسلم:1913] ‏

مسند احمد میں ہے ہر مرنے والے کے اعمال ختم ہو جاتے ہیں مگر جو شخص اللہ تعالیٰ کی راہ کی تیاری میں ہو اور اسی حالت میں مر جائے اس کا عمل قیامت تک بڑھتا رہتا ہے اور اسے فتنہ قبر سے نجات ملتی ہے [سنن ابوداود:2500،قال الشيخ الألباني:صحیح] ‏

ابن ماجہ کی روایت میں یہ بھی ہے کہ قیامت کے دن اسے امن ملے گا، [سنن ابن ماجہ:2767،قال الشيخ الألباني:صحیح] ‏ مسند کی اور حدیث میں ہے اسے صبح شام جنت سے روزی پہنچائی جاتی ہے اور قیامت تک اس کے مرابط کا اجر ملتا رہتا ہے، [مسند احمد:404/2:حسن بالشواھد] ‏

مسند احمد میں ہے جو شخص مسلمانوں کی سرحد کے کسی کنارے پر تین دن تیاری میں گزارے اسے سال بھر تک کی اور جگہ کی اس اس تیاری کا اجر ملتا ہے۔ [مسند احمد:362/6:صحیح بالشواھد] ‏

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امیرالمؤمنین سیدنا عثمان بن عفان رضی اللہ عنہ نے اپنے منبر پر خطبہ پڑھتے ہوئے ایک مرتبہ فرمایا میں تمہیں رسول اللہ صلی اللہ علیہ وسلم سے اپنی سنی ہوئی بات سناتا ہوں میں نے اب تک ایک خاص خیال سے اسے نہیں سنایا آپ نے فرمایا ہے اللہ جل شانہ کی راہ میں ایک رات کا پہرہ ایک ہزار راتوں کی عبادت سے افضل ہے جو تمام راتیں قیام میں اور تمام دن صیام میں گزارے جائیں۔ [مسند احمد:61/1:حسن بالشواھد] ‏

دوسری روایت میں اس حدیث کو اب تک بیان نہ کرنے کی وجہ خلیفہ رسول صلی اللہ علیہ وسلم نے یہ بیان فرمائی ہے کہ مجھے ڈر تھا کہ اس فضیلت کو حاصل کرنے کیلئے کہیں تم سب مدینہ چھوڑ کر میدان جنگ میں نہ چل دو اب میں سنا دیتا ہوں ہر شخص کو اختیار ہے کہ جو بات اپنے لیے پسند کرتا ہے اس کا پابند ہو جائے۔ [سنن ابن ماجہ:2766،قال الشيخ الألباني:ضعیف] ‏

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دوسری روایت میں یہ بھی ہے کہ آپ نے فرمایا کہ میں نے رسول اللہ صلی اللہ علیہ وسلم کی بات پہنچا دی لوگوں نے کہا ہاں آپ نے فرمایا اے جناب باری تعالیٰ تو گواہ رہ، [مسند احمد:62/1:صحیح بالشواھد] ‏

ترمذی شریف میں ہے کہ سیدنا شرحبیل بن سمط محافظت سرحد میں تھے اور زمانہ زیادہ گزر جانے کے بعد کچھ تنگ دل ہو رہے تھے کہ سلمان فارسی رضی اللہ عنہ ان کے پاس پہنچے اور فرمایا آؤ میں تجھے پیغمبر صلی اللہ علیہ وسلم کی ایک حدیث سناؤں آپ نے فرمایا ہے ایک دن سرحد کی حفاظت ایک مہینہ کے صیام و قیام سے افضل ہے اور جو اسی حالت میں مر جائے وہ فتنہ قبر سے محفوظ رہتا ہے اور اس کے اعمال قیامت تک جاری رہتے ہیں۔ [سنن ترمذي:1665،قال الشيخ الألباني:صحیح] ‏

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ابن ماجہ میں ہے کہ ایک رات اللہ تعالیٰ کی راہ میں پہرہ دینا تاکہ مسلمان امن سے رہیں ہاں نیت نیک ہو گو وہ رات رمضان کی نہ ہو ایک سو سال کی عبادت سے افضل ہے جس کے دن روزے میں اور جس کی راتیں تہجد میں گزری ہوں اور ایک دن کی رب العزت کی راہ میں تیاری تاکہ مسلمان باحفاظت رہیں طلبِ ثواب کی نیت سے ماہ رمضان کے بغیر اللہ کے نزدیک ایک ہزار سال کے روزوں اور تہجد سے افضل ہے،اب اگر یہ غازی سلامتی اور زندگی کے ساتھ اپنے والوں میں آگیا تو ایک ہزار سال کی پرائیاں اسکے نامہ اعمال میں نہیں لکھی جائیں گی اور نیکیاں لکھی جائیں گی اور اس مرابط کا اجر قیامت تک اسے ملتا رہے گا۔ [سنن ابن ماجہ:2768،قال الشيخ الألباني:موضوع] ‏ یہ حدیث غریب ہے بلکہ منکر ہے اس کے ایک راوی عمرو بن صبح متہم ہیں،

ابن ماجہ کی ایک اور غریب حدیث میں ہے کہ ایک رات کی مسلم لشکر کی چوکیداری ایک ہزار سال کی راتوں کے قیام اور دنوں کے صیام سے افضل ہے ہر سال کے تین سو ساٹھ دن اور ہر دن مثل ایک ہزار سال کے۔ [سنن ابن ماجہ:2770،قال الشيخ الألباني:موضوع] ‏

اس کے راوی سعید بن خالد ابوزرعہ رحمہ اللہ وغیرہ ہیں ائمہ نے اسے ضعیف کہا ہے بلکہ امام حاکم رضی اللہ عنہ فرماتے ہیں اس کی روایت سے موضع حدیثیں بھی ہیں، ایک منقطع حدیث میں ہے لشکر اسلام کے چوکیدار پر اللہ تعالیٰ کا رحم ہو۔ [سنن ابن ماجہ:2769،قال الشيخ الألباني:ضعیف] ‏ [ ابن ماجہ ] ‏

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سیدنا سہل بن حنظلہ رضی اللہ عنہ فرماتے ہیں کہ حنین والے دن ہم رسول اللہ صلی اللہ علیہ وسلم کے ساتھ چلے شام کی نماز میں نے نبی کریم صلی اللہ علیہ وسلم کے ساتھ ادا کی اتنے میں ایک گھوڑا سوار آیا اور کہا یا رسول اللہ صلی اللہ علیہ وسلم میں آگے نکل گیا تھا اور فلاں پہاڑ پر چڑھ کر میں نے نگاہ ڈالی تو دیکھا کہ قبیلہ ہوازن کے لوگ میدان میں جمع ہو گئے ہیں یہاں تک کہ ان کی اونٹنیاں، بکریاں، عورتیں اور بچے بھی ساتھ ہیں نبی کریم صلی اللہ علیہ وسلم مسکرائے اور فرمایا ان شاءاللہ یہ سب کل مسلمانوں کی مال غنیمت ہو گا پھر فرمایا بتاؤ آج کی رات پہرہ کون دے گا؟ سیدنا انس بن ابو مرثد رضی اللہ عنہ نے کہا یا رسول اللہ صلی اللہ علیہ وسلم میں حاضر ہوں آپ نے فرمایا جاؤ سواری لے کر آؤ وہ اپنے گھوڑے پر سوار ہو کر حاضر ہوئے آپ صلی اللہ علیہ وسلم نے فرمایا اس گھاٹی پر چلے جاؤ اور اس پہاڑی کی چوٹی پر چڑھ جاؤ خبردار! تمہاری طرف سے ان کے ساتھ کوئی چھیڑ چھاڑ صبح تک نہ ہو، صبح جس وقت نماز کیلئے نبی کریم صلی اللہ علیہ وسلم تشریف لائے دو سنتیں ادا کیں اور لوگوں سے پوچھا کہو تمہارے پہرے دار سوار کی تو کوئی آہٹ نہیں سنی لوگوں نے کہا نہیں یا رسول اللہ صلی اللہ علیہ وسلم ، اب تکبیر کہی گئی اور آپ نے نماز شروع کی آپ کا خیال اسی گھاٹی کی طرف تھا نماز سے سلام پھیرتے ہی آپ نے فرمایا خوش ہو جاؤ تمہارا گھوڑے سوار آ رہا ہے ہم نے جھاڑیوں میں جھانک کر دیکھا تو تھوڑی دیر میں ہمیں بھی دکھائی دے گئے آ کر نبی کریم صلی اللہ علیہ وسلم سے کہا یا رسول اللہ صلی اللہ علیہ وسلم میں اس وادی کے اوپر کے حصے پر پہنچ گیا اور ارشاد کے مطابق وہیں رات گزاری صبح میں نے دوسری گھاٹی بھی دیکھ ڈالی لیکن وہاں بھی کوئی نہیں آپ صلی اللہ علیہ وسلم نے فرمایا کیا رات کو وہاں سے تم نیچے بھی اترے تھے؟ جواب دیا نہیں صرف نماز کیلئے اور قضائے حاجت کیلئے تو نیچے اترا تھا آپ صلی اللہ علیہ وسلم نے فرمایا تم نے اپنے لیے جنت واجب کر لی اب تم اس کے بعد کوئی عمل نہ کرو تو بھی تم پر کوئی حرج نہیں، [سنن ابوداود:2501،قال الشيخ الألباني:صحیح] ‏ [ ابوداؤد و نسائی ] ‏

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مسند احمد میں ہے ایک غزوہ کے موقعہ پر ایک رات کو ہم بلند جگہ پر تھے اور سخت سردی تھی یہاں تک کہ لوگ زمین میں گڑھے کھود کھود کر اپنے اوپر ڈھالیں لے لے کر پڑے ہوئے تھے نبی کریم صلی اللہ علیہ وسلم نے اس وقت آواز دی کہ کوئی ہے جو آج کی رات ہماری چوکیداری کرے اور مجھ سے بہترین دعا لے تو ایک انصاری کھڑا ہو گیا اور کہا نبی کریم صلی اللہ علیہ وسلم میں تیار ہوں آپ نے اسے پاس بلا کر نام دریافت کر کے اس کے لیے بہت دعا کی ابو ریحانہ رضی اللہ عنہ یہ دعائیں سن کر آگے بڑھے اور کہنے لگے یا رسول اللہ صلی اللہ علیہ وسلم میں بھی پہرہ دوں گا آپ نے مجھے بھی پاس بلا لیا اور نام پوچھ کر میرے لیے بھی دعائیں کیں لیکن اس انصاری صحابی رضی اللہ عنہ سے یہ دعا کم تھی پھر آپ نے فرمایا اس آنکھ پر جہنم کی آنچ حرام ہے جو اللہ کے ڈر سے روئے اور اس آنکھ پر بھی جو راہ اللہ میں شب بیداری کرے، [مسند احمد:134/4:حسن لغیرہ] ‏

مسند حمد میں ہے رسول اللہ صلی اللہ علیہ وسلم فرماتے ہیں جو شخص مسلمانوں کے پیچھے سے ان کا پہرہ دے اپنی خوشی سے بغیر سلطان کی اجرت و تنخواہ کے وہ اپنی آنکھوں سے بھی جہنم کی آگ کو نہ دیکھے گا مگر صرف قسم پوری ہونے کے لیے جو اس آیت میں ہے «وَإِن مِّنكُمْ إِلَّا وَارِدُهَا كَانَ عَلَىٰ رَبِّكَ حَتْمًا مَّقْضِيًّا» » ‏ [19-مريم:70] ‏ یعنی تم سب اس پر وارد ہو گئے۔ [مسند احمد:437/3:ضعیف] ‏

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صحیح بخاری میں ہے دینار کا بندہ برباد ہوا اور کپڑوں کا بندہ اگر مال دیا جائے تو خوش ہے اور اگر نہ دیا جائے تو ناخوش ہے، یہ بھی برباد ہوا اور خراب ہوا اگر اسے کانٹا چبھ جائے تو نکالنے کی کوشش بھی نہ کی جائے خوش نصیب ہوا اور پھلا خوب پھولا وہ شخص جو اللہ کی راہ میں جہاد کے لیے اپنے گھوڑے کی لگام تھامے ہوئے ہے بکھرے ہوئے بال ہیں اور گرد آلود قدم ہیں اگر چوکیداری پر مقرر کر دیا گیا ہے تو چوکیداری کر رہا ہے اور اگر لشکر کے اگلے حصے میں مقرر کر دیا گیا ہے تو وہیں خوش ہے لوگوں کی نظروں میں اتنا گرا پڑا ہے کہ اگر کہیں جانا چاہے تو اجازت نہ ملے اور اگر کسی کی سفارش کرے تو قبول نہ ہو، [صحیح بخاری:2887] ‏

الحمداللہ اس آیت کے متعلق خاصی حدیثیں بیان ہو گئیں اللہ تعالیٰ کے اس فضل و کرم پر ہم اس کا شکر ادا کرتے ہیں اور شکر گزاری سے رہتی دنیا تک فارغ نہیں ہو سکتے۔

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تفسیر ابن جریر میں ہے کہ سیدنا ابوعبیدہ بن جراح رضی اللہ عنہ نے امیر المؤمنین خلیفتہ المسلمین سیدنا عمر بن خطاب رضی اللہ عنہ کو میدان جنگ سے ایک خط لکھا اور اس میں رومیوں کی فوج کی کثرت، ان کی آلات حرب کی حالت اور ان کی تیاریوں کی کیفیتیں بیان کی اور لکھا کہ سخت خطرہ کا موقعہ ہے، یہاں سے فاروق اعظم رضی اللہ عنہ کا جواب گیا جس میں حمد و ثنا کے بعد تحریر تھا کہ کبھی کبھی مومن بندوں پر سختیاں بھی آ جاتی ہیں لیکن اللہ تعالیٰ ان کے بعد آسانیاں بھیج دیتا ہے۔ سنو! ایک سختی دو آسانیوں پر غالب نہیں آ سکتی سنو پروردگار عالم کا فرمان ہے «يٰٓاَيُّھَا الَّذِيْنَ اٰمَنُوا اصْبِرُوْا وَصَابِرُوْا وَرَابِطُوْا» [3-آل عمران:200] ‏ عبداللہ بن مبارک رحمہ اللہ نے سن ١٧٠ یا ١٧٧ھ میں شہر طرسوس میں محمد بن ابراہیم بن سکینہ رحمہ اللہ کو جبکہ وہ ان کو الوداع کرنے آئے تھے اور یہ جہاد کو جا رہے تھے یہ اشعار لکھوا کر سیدنا فضیل بن عیاض رضی اللہ عنہ کو بھجوائے۔

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«یا عابد الحرمین لو ابصرتنا» «لعلمت انک فی العبادۃ تلعب» «من کان یخضب خدہ بلموعہ» «فنحورنا بلمائنا تتخضب» «من کان یتعب خلیہ فی باطل» «فنخیولنا یوم الصبیحتہ تتعب» «ریح العبیر لکم ونحن عبیرنا» «رھج السنابک والغبار الاطیب» «ولقد اتانا من مقال نبینا» «قول صحیح صادق لا یکذب» «لا یستوی غبار خیل اللہ فی» «انف امری ودخان نار تلھب» «ھذا کتاب اللہ ینطق بیننا» «لیس الشھید بمیت لا یکذب»

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اے مکہ مدینہ میں رہ کر عبادت کرنے والے اگر تو ہم مجاہدین کو دیکھ لیتا تو بالیقین تجھے معلوم ہو جاتا کہ تیری عبادت تو ایک کھیل ہے، ایک وہ شخص ہے جس کے آنسو اس کے رخساروں کو تر کرتے ہیں اور ایک ہم ہیں جو اپنی گردن اللہ کی راہ میں کٹوا کر اپنے خون میں آپ نہا لیتے ہیں۔ ایک وہ شخص ہے جس کا گھوڑا باطل اور بے کار کام میں تھک جاتا ہے اور ہمارے گھوڑے حملے اور لڑائی کے دن ہی تھکتے ہیں۔ اگر کی خوشبوئیں تمہارے لیے ہیں اور ہمارے لیے اگر کی خوشبو گھوڑوں کے ٹاپوں کی خاک اور پاکیزہ گرد و غبار ہے۔ یقین مانو ہمیں نبی کریم صلی اللہ علیہ وسلم کی یہ حدیث پہنچ چکی ہے جو سراسر راستی اور درستی والی بالکل سچی ہے کہ جس کسی کے ناک میں اس اللہ تعالیٰ کے لشکر کی گرد بھی پہنچ گئی اس کے ناک میں شعلے مارنے والی جہنم کی آگ کا دھواں بھی نہ جائے گا اور لو یہ ہے اللہ تعالیٰ کی پاک کتاب جو ہم میں موجود ہے اور صاف کہہ رہی ہے اور سچ کہہ رہی ہے کہ شہید مردہ نہیں۔

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محمد بن ابراہیم رحمہ اللہ فرماتے ہیں جب میں نے مسجد الحرام میں پہنچ کر سیدنا فضیل بن عیاض رحمہ اللہ کو یہ اشعار دکھائے تو آپ پڑھ کر زار زار روئے اور فرمایا ابوعبدالرحمٰن رحمہ اللہ نے اللہ تعالیٰ کی رحمتیں ان پر ہوں صحیح اور سچ فرمایا اور مجھے نصیحت کی اور میری بے حد خیر خواہی کی، پھر مجھ سے فرمایا کیا تم حدیث لکھتے ہو میں نے کہا جی ہاں کہا اچھا تم جو یہ نصحیت نامہ میرے پاس لائے اس کے بدلے میں تمہیں ایک حدیث لکھواتا ہوں وہ یہ کہ رسول اللہ صلی اللہ علیہ وسلم سے ایک شخص نے درخواست کی کہ یا رسول اللہ صلی اللہ علیہ وسلم مجھے ایسا عمل بتائے جس سے میں مجاہد کا ثواب پالوں؟ آپ نے فرمایا کیا تجھ میں یہ طاقت ہے کہ نماز ہی پڑھتا رہے اور تھکے نہیں اور روزے رکھتا چلا جائے اور کبھی بے روزہ نہ رہے اس نے کہا نبی کریم صلی اللہ علیہ وسلم اس کی طاقت کہاں؟ میں اس سے بہت ہی ضعیف ہوں آپ نے فرمایا اگر تجھ میں اتنی طاقت ہوتی اور تو ایسا کر بھی سکتا تو بھی مجاہد فی سبیل اللہ کے درجے کو نہ پہنچ سکتا، تو یہ بھی جانتا ہے کہ مجاہد کے گھوڑے کی رسی دراز ہو جائے اور وہ ادھر ادھر چر جائے تو اس پر بھی مجاہد کو نیکیاں ملتی ہیں۔ [مسند احمد:236/5:صحیح] ‏

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اس کے بعد اللہ تعالیٰ حکم دیتا ہے کہ اللہ سے ڈرتے رہو اور ہر حال، میں ہر وقت، ہر معاملہ میں اللہ کا خوف کیا کرو۔ جناب رسول اکرم محمد مصطفےٰ صلی اللہ علیہ وسلم نے معاذ بن جبل رضی اللہ عنہ کو جب یمن کی طرف بھیجا تو فرمایا اے معاذ! جہاں بھی ہو اللہ کا خوف دل میں رکھ اور اگر تجھ سے کوئی برائی ہو جائے تو فوراً کوئی نیکی بھی کر لے تاکہ وہ برائی مٹ جائے اور لوگوں سے خلق و مروت کے ساتھ پیش آیا کر۔ [سنن ترمذي:1987،قال الشيخ الألباني:صحیح] ‏

پھر فرماتا ہے کہ یہ چاروں کام کر لینے سے تم اپنے مقصد میں کامیاب اور بامراد ہو جاؤ گے دنیا اور آخرت میں فلاح و نجات پالو گے۔ سیدنا محمد بن کعب قرظی رحمہ اللہ فرماتے ہیں مطلب یہ ہے کہ اللہ فرماتا ہے تم میرا لحاظ رکھو میرے خوف سے کانپتے رہو مجھ سے ڈرتے رہو میرے اور اپنے معاملہ میں متقی رہو تو کل جبکہ تم مجھ سے ملو گے نجات یافتہ اور بامراد ہو جاؤ گے۔ [تفسیر ابن جریر الطبری:510/7] ‏

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He has revealed to you ˹O Prophet˺ the Book in truth, confirming what came before it, as He revealed the Torah and the Gospel
— Dr. Mustafa Khattab, the Clear Quran
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